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Una fantastica giovinezza

by su 10/12/2015
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All’interno del Grand Palais di Parigi la mattina del 12 novembre 2015, prima giornata di Paris Photo

Nel corso di un incontro presso la Mediateca Regionale Pugliese che si è svolto il 10 dicembre 2015, ho avuto modo di conversare circa il mondo del collezionismo fotografico che si è ritrovato a Parigi a metà novembre per due importanti appuntamenti (Paris Photo e Fotofever). Il pdf completo con tutte le slides può essere scaricato qui. Penso sia utile proporre la traduzione di qualche passaggio di un interessante articolo  della AMA (Art Media Agency) pubblicato dal sito Private Art Investor in occasione dell’apertura di Paris Photo 2015 (12 novembre 2015).

“La fiammeggiante giovinezza del mercato fotografico

La fotografia, particolarmente in epoca digitale, si presta alla riproduzione ed alla pubblicazione in maniera molto più facile di qualsiasi altro medium, rendendola la forma d’arte più accessibile. Così la nozione di scarsità sembra essere assente e deve essere introdotta artificialmente (secondo la legge europea (?? ndr) una fotografia è una forma di arte se ne vengono prodotti meno di trenta esemplari). Se si aggiunge che la storia della fotografia è relativamente giovane, questa accessibilità ha reso il mercato fotografico meno prestigioso e meno significativo del mercato classico dell’arte. Ma alla vigilia della fiera più importante del mondo, Paris Photo, che si svolge tra il 12 ed il 15 novembre, il mercato della fotografia sta subendo profondi cambiamenti. Il mercato ha cominciato ad emergere negli anni 70, per la maggior parte si trattava di foto storiche in  bianco e nero. (…) E’ solo negli anni 90 che l’interesse del pubblico e dei collezionisti della fotografia cominciò a manifestarsi in maniera significativa. (…). Il 2005 ha segnato un punto di svolta con la prima asta milionaria di una fotografia (Richard Prince, Untitled (Cowboy) (1989), $1,248,000 in November 2005, at Christie’s, New York). 10 anni più tardi il mercato continua ad espandersi. Nel contesto attuale, cosa diventa la questione della accessibilità ? è ancora un ostacolo o potrebbe essere un valore ? E questa espansione non richiede anche un ripensamento dei confini, sia del mercato che del mezzo stesso ? Il mercato fotografico è ben lontano dal raggiungere i risultati delle arti plastiche come la pittura e la scultura. Però a partire dal 2010 ha avuto una rapida evoluzione, guidata da un piccolo gruppo di élite e dalle istituzioni, che gli hanno conferito una sempre maggiore credibilità. (…) A partire dal 2010 la sua espansione si è accelerata bruscamente, specialmente per quanto riguarda la fotografia contemporanea. Le fiere specializzate si moltiplicano, non solo in occidente: Fotofever (2011); Unseen Photo Fair (2012), Amsterdam; la Triennale Photography RAY (2012), in Francfort-sur-le-Main; Paris Photo LA (2013 ); Vienna Photo Book Festival (2013); Photo Independent (2014), Los Angeles; Photo Shanghai (2014); Photo London (2015); and Zona Maco Foto (2015) in Mexico City. (…). Ad un primo sguardo l’accessibilità legata alla riproducibilità – sin dalle origini – delle fotografie appare il maggior ostacolo allo sviluppo di un mercato di alto profilo, se paragonato a quello delle arti figurative (o plastiche). Tuttavia la legge definisce un opera d’arte mediante la limitazione del numero di copie, non mediante l’unicità dell’oggetto. “Un opera può essere originale senza essere unica” spiega Cécile Schall. La fondatrice e direttrice di Fotofever ricorda come le sculture riprodotte in molteplici esemplari da uno stampo non ispirano così tanta sfiducia da parte dei collezionisti. “La gente immagina la foto come qualcosa che può essere stampata quante volte si vuole, come ognuno può fare a casa. Ma una edizione limitata è un’opera originale in entrambi i casi.” Una catena di negozi come quelli di YellowKorner approfitta in maniera specifica della riproducibilità del medium per rendere il mercato sempre più democratico, cioè economicamente sostenibile. La catena è stata fondata nel 2006 da Alexander de Metz e Paul-Antoine Briat per aumentare il numero delle stampe fotografiche da vendere. Con più di 70 punti vendita nel mondo ed uno store on-line, YellowKorner vende, su vasta scala, opere di artisti contemporanei sia emergenti che affermati a fianco di grandi nomi della storia della fotografia. Cécile Schall lo vede come un fenomeno che deve essere preso per quello che è. “Questa vasta diffusione di immagini è positiva per il mercato. Ma non dobbiamo confondere la vendita di fotografie d’arte, le cui edizioni non sono in realtà limitate, con la vendita di opere fotografiche la cui tiratura non supera le trenta copie “. Inoltre YellowKorner è costruito su un modello editoriale, e remunera i suoi artisti molto meno delle Gallerie, il 5% contro il 40%. Se si osserva lo sviluppo del mercato negli ultimi 10 anni, tuttavia, non sembra che l’accessibilità del mezzo sia stato di ostacolo. La proliferazione di fiere e vendite all’asta di fotografai contemporanea vede la presenza di una produzione artistica in aumento in cui distinzioni e gerarchie emergono, per la forza delle cose, mano a mano che la fornitura aumenta. (…) Oggi il mercato della fotografia mette a fuoco gli entusiasmi e prepara una strada sempre più ampia per far sì che diverse voci creative da tutto il mondo si possano esprimere, provenendo da tutte le culture. (…) Coloro che fanno parte del mondo dell’arte non possono restare indifferenti all’esplosione del mercato fotografico, che ha mandato in frantumi i suoi confini. L’energia della ottava arte è fuori discussione.”

 

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