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Il volto del Santo

by su 22/10/2015

Ero a San Giovanni Rotondo pochi giorni fa e mi sono imbattuto in questo Hotel, che ha dato il titolo al nuovo libro di Simone Donati, fondatore di Terraproject (“Hotel Immagine“). Mi ha colpito, questa facciata che incornicia una fotografia di San Pio da Pietrelcina, per l’utilizzo dell’immagine di grande formato che ne propone l’icona in maniera così vistosa.

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L’Hotel Immagine a San Giovanni Rotondo (FG). Ha ispirato il titolo del libro del fotografo Simone Donati, ma ha colpito me per l’utilizzo della fotografia di Gaetano Mastrolilli che ritrae San Pio da Pietrelcina.

L’immagine utilizzata è quella forse più riconoscibile di San Pio da Pietrelcina, ed ha una storia un po’ triste per noi fotografi. Infatti il fotografo  Gaetano Mastrolilli (Ruvo di Puglia 1922 – Bari 1994) ha seguito per anni le vicende del monastero in San Giovanni Rotondo ed ha documentato tutte le principali cerimonie. Ma il suo nome, come spesso capita, non è associato alle immagini che hanno girato il mondo e che hanno reso possibile dare un volto alla santità del frate cappuccino. In particolare l’immagine di cui stiamo parlando è stata dallo stesso autore riquadrata e “lavorata” (oggi diremmo “postprodotta”) (sotto vedete lo scatto originale, esposto in una mostra  a Bari nel novembre 2010) fino a diventare, in varie versioni,  l’icona ufficiale del Santo. Il protagonista è stato isolato dall’ambiente circostante mediante lo scontorno, e la stampa BN è stata poi colorata mano creando anche l’effetto aureola. L’inquadratura è perfetta, il volto di 3/4 leggermente dall’alto e l’espressione è pensosa, concentrata, gli focalizzano qualcosa fuori campo … insomma è una immagine strepitosa che ha tutte le caratteristiche per diventare un simbolo. Per Cattolici e Ortodossi la raffigurazione dei Santi e di altre figure sacre ha sempre rivestito una enorme importanza e gran parte della storia dell’arte europea, dal medioevo fino al ‘700, è in realtà una storia di immagini che avevano una ben precisa funzione religiosa. Mastrolilli ha creato con il mezzo fotografico una iconologia adatta ad un santo moderno ed ha quindi risposto ad una esigenza molto sentita, per questo le sue immagini hanno avuto una diffusione universale.

PADRE PIO

San Pio da Pietrelcina, foto di Gaetano Mastrolilli, 1958

 

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la foto di Gaetano Mastrolilli, da lui stesso scontornata e colorata a mano, è diventata un’icona poi declinata e riprodotta un pò dappertutto (siti web, imaginette, souvenir ecc.)

 

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L’immagine esposta a San Giovanni Rotondo il giorno della beatificazione (16 giugno 2002)

ecco come il sito “FotoPadrePio” riassume la vicenda: “Gaetano Mastrorilli, fotografo e cine operatore ufficiale del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo dal 1952, ha realizzato le più belle immagini di Padre Pio e importanti filmati di momenti ed eventi che si sono susseguiti nella vita del Santo. Tra queste fotografie è stata scelta l’immagine ufficiale per la canonizzazione di San Pio. Tale foto è stata vista dai moltissimi fedeli presenti per l’evento, in P.zza San Pietro a Roma il 16/06/2002. Il ritrovamento del negativo originale è stato quasi un miracolo per la figlia del fotografo, che molte volte ha visionato il materiale lasciato in eredità dal Padre, e non sapeva di esserne in possesso. Da questa fotografia con negativo bianco e nero 6×6, Gaetano Mastrorilli, ha elaborato ritoccando e scontornando a mano, l’immagine che è poi diventata la più importante e la più conosciuta nel mondo di San Pio”.

Fonti: “Il Fotografo e il Santo” mostra fotografica a cura di Patrizia Mastrolilli, Bari, Sala Murat, novembre 2010  (Catalogo edito da Gelsorosso, Bari 2010) / sito web FotoPadrepio.com

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One Comment
  1. rosalba.tagliente@alice.it permalink

    Interessantissima questa analisi dell’origine di un’immagine tanto nota e di un fotografo sconosciuto ai più. Un’osservazione : padre Pio non ti guarda, guarda in basso. Un’altra foto celeberrima di Papa Carol, a cui ci tengo, guarda di lato, lontano. Io personalmente dal mio santo vorrei essere guardata. De gustibus. Grazie sempre peri vostri articoli. Rosalba Tagliente

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