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Un premio annullato

by su 03/02/2014
foto di Liz Hingley da  "The Jones family"

foto di Liz Hingley da “The Jones family”

Seguendo le vicende del Festival della Fotografia Etica di Lodi (uno dei più importanti festivals europei dedicati alla fotografia di indagine e di approfondimento) ero rimasto colpito da una notizia: la vincitrice del premio WRA (World Report Award) categoria “Spot Light” dell’edizione 2013, la fotografa inglese Liz Hingley , non aveva ottemperato al regolamento e quindi il premio stesso era stato ritirato in attesa di riassegnazione. Poichè mi aveva colpito il lavoro di Liz (l’indagine riguarda una famiglia che abita alla periferia della città operaia di Wolverhampton, per esplorare – come dice l’Autrice – “il significato – e l’esperienza – della privazione materiale nel contesto di un paese ricco”) ho pensato di chiederle direttamente come fossero andate le cose. Ora Liz Hingley vive a Shangai (Cina) su invito della Accademia di Scienze Sociali per proseguire le sue ricerche sulle religioni urbane. Raggiunta via Skype a casa ha raccontato il dietro le quinte della notizia. La vicenda è allo stesso tempo complicata ma anche indicativa del clima che si è creato intorno alla fotografia di réportage. Infatti nel regolamento era prevista la sottomissione degli originali alla Giuria per la conferma del premio. Questo perchè c’è un grande dibattito – ed un grande timore – intorno al tema della manipolazioone digitale delle immagini e gli organizzatori vogliono essere sicuri che non ci siano state alterazione sostanziali (fotomontaggi, eliminazioni di parti della scena ecc.). Ora un originale può essere un RAW file oppure, sempre più raramente, un fotogramma su pellicola. A causa di problemi organizzativi e logistici era difficile per Liz esibire materialmente i negativi (lei lavora in negativo colore  a partire dal quale ottiene scansioni in alta risoluzione) ma aveva ottenuto una dichiarazione dal laboratorio che cura la scansione e la stampa che attestava come le scansioni in alta risoluzione (inviate al Festival) fossero effettivamente gli originali a partire dai quali era stato effettuato il normale lavoro di postproduzione (colore, contrasto ecc.). Purtroppo però non si è trovato un accordo ed il premio ora è stato riassegnato ad un altro lavoro, molto significativo dalla fotografa americana Sara Naomi Lewkowicz: “Shane and Maggie“. Si tratta di un rèportage molto drammatico, mentre il lavoro di Liz era piu sobrio e meno spettacolare. Un vero peccato che non si sia potuto trovare una soluzione nel considerare come “originali” le scansioni in alta risoluzioni dei negativi colore… Il Festival della Fotografia Etica di Lodi ha dimostrato un grande rigore ed una grande serietà nel rispettare il regolamento ma forse alla luce di questa esperienza e pensando anche ad altre possibili situazioni simili si potrebbe articolare maggiormente il concetto di originale….

Ora Liz sta proseguendo la sua ricerca a Shangai e ha appena pubblicato un libro nella collana “Portraits de Villes” delle edizioni Be-Pôles di Parigi…

LizH_ShanghaiMetro_2

dal libro Shangai di Liz Hingley

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