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Viaggiare con la luce

by su 07/01/2013
Vera Lutter, Zeppelin Friedrichshafen, I: August 10–13, 1999, unique silver gelatin print, 55 x 81”. Courtesy of the artist and Gagosian Gallery, New York.

Vera Lutter, Zeppelin Friedrichshafen, I : 10-13 agosto 1999, stampa alla gelatina d’argento, copia unica, cm 140 x 200. Copyright dell’artista e della Gagosian Gallery, New York.

Qualche volta penso alle foto che sono create con metodi non convenzionali, senza macchina fotografica intesa in senso classico. Ho creato un “board” su Pinterest dove chi fosse interessato può spillare foto che rientrino nel tema. Di recente ho avuto modo di vedere alcune stampe a tiratura unica di Vera Lutter, nello stand della Gagosian Gallery durante ParisPhoto 2012… sono una impressionante riflessione sull’uso “estremista” della fotografia analogica. La Lutter usa camere oscure giganti (affitta spesso dei containers) e fotografa attraverso un foro stenopeico, direttamente sulla carta B/N, ottenendo quindi immagini negative e rovesciate perchè non utilizza il classico processo negativo/positivo. Cercando notizie sull’artista ho trovato questa bella intervista di Peter Wollen all’artista sul sito “The Bomb” di cui traduco qualche passo:

PW come scegli i soggetti da fotografare ? ci sono grattacieli, porti, moli, ponti e tutto ciò che li accompagna.. ci sono fabbriche … queste categorie sembrano dominare

VL i siti industriali mi interessano enormememente, sia quelli pienamenti operativi (…) sia quelli che hanno già passato i loro anni migliori e stanno crollando a pezzi o andando in decadenza, entrando in una seconda vita. La decadenza segna comunque un nuovo sviluppo. (…) Nonostante il gran parlare che si fa sulla globalizzazione, sono interessata al fatto che la gente e le merci vengano mosse da una parte all’altra in maniera fisica, massiccia e direi anche maldestra. Così ho esplorato i mezzi di trasporto – navi, treni, Zeppelins, oleodotti, aereoplani – (…) mettendo in relazione il trasferimento delle merci con quell della luce nella macchina fotografica. Il vuoto consente lo scambio e/o il trasferimento. Spazi vuoti caricano la gente e la portano da qualche parte. Il vuoto nella camera oscura consente alla luce di entrare e trasferirsi. Così mi interessa studiare queste cose per mezzo della camera oscura. E, per coincidenza, adesso utilizzo spesso dei containers, che affitto

PW come macchina fotografica ?

VL si, come all’inizio occupavo una stanza e la trasfromavo in camera oscura per fotografare l’architettura

PW se il soggetto è grande anche la macchina fotografica dev’essere grande? O non è così semplice ?

VL non è così semplice: cambiando la lunghezza focale, che nel mio caso è la distanza tra il foro stenopeico e la carta sensibile, posso variare le dimensioni dell’immagine. L’industria fotografica fabbrica la carta in rotoli di una certa larghezza, ed io metto insieme le strisce per raggiungere una dimensione che coincida con la mia idea.

PW Quanto misurano i fogli ?

VL sono larghi 56 pollici (circa 142 cm) e variano tra 90 e 110 pollici di lunghezza (tra 230 e 280 centimetri). se metto tre strisce una accanto all’altro fanno quasi 5 metri di larghezza. E’ diventata per me una misura standard. Un container può a malapena accogliere un immagine di questa misura.

(…)

PWAdesso parliamo un attimo del movimento. Guardando le immagini, non sono sicuro se tutto sembra fermo perchè tutto ciò che fotografavi era immobile, oppure le cose si muovevano ed erano immobilizzate dallo scatto ?

VL Il movimento è in relazione alla quantità di luce nell’ambiente che sto fotografando. Il movimento si registra o come una strisciata oppure come immagine fantasma. Per esempio, ho fotografato alcuni Zeppelin dentro un hangar dove avevano di recente ripreso a costruirli. E’ stata anche la prima volta che ho usato un container come camera oscura. Ho piazzato il container nell’hangar, fatto qualche test ed ho capito che il mio tempo di esposizione sarebbe stato 4 giorni. Lo Zeppelin era ancora in prova ed un giorno, mentre stavo esponendo, l’Azienda decise di tirarlo fuori per una prova di volo. Durante i 4 giorni di esposizione lo Zeppelin ha volato per due giorni, mentre per due giorni è rimasto parcheggiato di fronte alla mia camera oscura. Era buio dentro il capannone, e per questo le cose si registravano lentamente. Il risultato è stato questa incredibile immagine del dirigibile translucido, perchè è per metà dirigibile e per metà sfondo (è la foto all’inizio di qusto post NDR).

La sua ultima mostra è stata a Nîmes (Francia), Carré d’Art (il Museo di Arte Contemporanea) nel settembre 2012.

Vera Lutter, 545 8th Avenue, looking North: February 10, 1994, unique silver gelatin print, 66 x 42”. Courtesy of the artist and Gagosian Gallery, New York.

Vera Lutter, 545 8th Avenue, looking North: 10 febbraio 1994 – stampa alla gelatina d’argento, copia unica, cm 105 x 165. Copyright dell’artista e della Gagosian Gallery, New York.

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5 commenti
  1. intervista interessantissima! complimenti!!!

    quindi quando scrivi di foto che sono create con metodi non convenzionali ti riferisci a questi metodi o anche ad altre idee pazzesche?

    ciao
    Vito Stano

    • Si ci sono tanti modi per creare immagini “fotografiche” senza usare strumenti tradizionali, ad esempio chi usa i raggi X oppure appoggia gli oggetti suo materiali sensibili direttamente. Questo materiale sensibile non è necessariamente analogico (pellicola o carta) … ad esempio ora le radiografie vengono registrate direttametne su un sensore…. su Pinterest ho creato un board con vari esempi, se vuoi seguimi così ti posso onvitare a mettere altre immagini di quel tipo …

    • grazie per il tuo interesse !

  2. i vostri articoli sempre molto interessanti, complimenti 🙂
    è un piacere seguirvi!

    Vorrei proporvi all’attenzione la Physical Photography di Jamie McCartney, in realtà lui è uno scultore che qualche anno fa è stato al centro di una grande polemica per una sua discutibile scultura (su internet potete trovare informazioni a riguardo). Poi ha sviluppato un modo per realizzare opere attraverso l’uso di uno scanner (qui trovate info sul progetto http://jamiemccartney.com/galleries/physical-photography/) 🙂

  3. Un vero e proprio scrivere con la luce!

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