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Nel digitale

by su 08/03/2012

Jeff Wall - la tomba allagata (cliccare sull'immagine per scoprirne i dettagli collegandosi al sito della Tate Gallery)

Questo bell’articolo di Monique Kaput prende in esame tre testi di pensatori contemporanei: “Into the Digital” di Fred Ritchin, “The Meaning of Photography” di Jorge Ribalta, “Analog to Digital” di Corey Dzenko.  “Nel suo libro “verso il digitale” Fred Ritchin inizia dicendo che la fotografia ha sempre rispecchiato la società e le persone che l’hanno utilizzata, e che perciò ha subito continui cambiamenti. Adesso, secondo lui, la fotografia come l’abbiamo conosciuta sta, contemporaneamente, “aumentando e scomparendo”, a causa di un “doppiogiochista” nascosto al suo interno: il digitale. L’uso dei computer (specialemnte nei mezzi di comunicazione digitali) cambia tutto, specilalmente quando il computer sembra, a volte, più intelligente dell’uomo. I contenuti digitali sono creati da macchine che simulano e rapprentano la realtà con parti e componenti che sono persino nominati secondo la realtà stessa che viene simulata. Anche se il digitale simula l’analogico, introdurra molte più trasformazioni di qualsiasi altro procedimento analogico del passato. Questo perchè qualsiasi elemento digitale può essere alterato. Una foto digitale può mostrare cose che possono non essere accadute.” (Monique Kaput).

Per illustrare il suo articolo la Kaput sceglie le fotografie di Jeff Wall, in cui le possibilità del mezzo digitale sono sfruttate per introdurre sottili discrepanze tra ciò che noi ci aspettiamo di trovare sulla scena e ciò che invece viene introdotto grazie alla maipolazione digitale. Nella sua “tomba allagata” che illustra il mio post è possibile notare che nella tomba allagata, invece di una banale pozza d’acqua, l’Autore ha montato una scena (ricostruita in studio) che simula il fondo oceanico. La foto è il risultato di un fotomontaggio di 75 differenti immagini ed è il frutto di due anni di lavoro. Questo modo di lavorare sull’immagine crea qualcosa di completamente nuovo, ed è un esempio di come si possa usare il nuovo mezzo per creare nuove immagini, piuttosto di continuare ad utilizzare il nuovo mezzo per creare immagini “concettualemtne” tradizionali. C’è da notare che molte immagini che noi vediamo sono comunque, a vario titolo, il frutto di una manipolazione, che può partire proprio dalla “messa in scena” del soggetto o del prodotto (per esempio il make-up sul volto della modella) per terminare con il fotoritocco digitale. Nei casi più estremi molti prodotti (per esempio infissi, parti mecccaniche ecc.) sono sostituiti da rendering in 3D. La referenza alla realtà, che era il marchio di fabbrica della fotografia analogica, può essere allontanata da varie gradazioni di intervento, ed in questo campo, a volte completamente nuovo, il fotografo tradizionale spesso si perde. (…continua…)

qui c'è tantissimo lavoro di postproduzione: la foto è di Alex Koloskov (www.koloskov.com)

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