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Il punto di vista del soggetto

by su 16/08/2011

Antonio Tartaglione fotografato da Nicola Troccoli per Facity

Spesso si parla di ritratto fotografico come se dipendesse tutto dal fotografo… Giuliano Milani ci ricorda (su Internazionale) che in alcune circostanze è il soggetto fotografato che decide quale immagine di sè dare al mondo. L’occasione di questa riflessione è la (recente ?) ristampa (in edizione economica) del volume di Giacomo Papi,  Accusare, ISBN editore. Il libro riproduce 366 foto segnaletiche di persone famose, prodotte dal 1848 al 2004… si tratta se vogliamo di un grado zero della fotografia, in quanto le possibilità e la (volontà) di usare il linguaggio fotografico per interpreare o creare è sicuramente quasi assente; l’isituzione giudiziaria o carceraria ha soltanto bisogno di una riproduzione il più fedele possibile del soggetto, a scopo riconoscimento… A questo punto è il sogggetto che si deve mettere in gioco, senza poter ricorrere ad altro che allo sguardo e/o alla (ridotta) mimica facciale… Si tratta solo di foto in bianco e nero; infattti anche dopo la’introduzione della possibilità tecnica del colore, per anni si è continuato a fotografare in bianco e nero, sicuramente perchè presentava meno variabili e meno “distrazioni” visive… tuttavia penso che ora le foto segnaletiche, almeno in Italia, siano a colori.

Un progetto che richiama un pò questo azzeramento dei parametri (anche se qui si tratta di foto a colori e quindi le variabili in gioco sono molte di più) è quello di Facity che impone delle regole ben precise ai fotografi che vogliono partecipare; L’amico Nicola Troccoli ha pubblicato parecchie foto sul sito di Facity e mi ha immortalato nella foto che vedete sopra… Tra le “regole” di Facity: foto solo a colori, posizione macchina frontale ad altezza occhi, rimozione di monili, occhiali, vestiti ecc. , sfondo bianco o chiaro, luce diffusa, taglio alla fronte per concentrarsi ancora di più sul “volto”…. ci ricorda qualcosa vero ? sembra un mauale di fotografia di ritratto preso alla rovescia, cercando di rendere il più “neutro” possibile l’approccio del fotografo … il progetto è affascinante, perchè mette in risalto il soggetto più che il fotografo… anche se devo dire in questo caso la resa tonale della pelle diventa critica, per cui si tratta di foto tecnicamente non semplissime per quanto riguarda la post-produzione. Per confronto metto sotto la stessa foto in versione bianco e nero, secondo me esce fuori meglio il soggetto …

la stessa foto in versione B/N

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3 commenti
  1. Paola permalink

    Progetto interessante. Personalmente preferisco la versione a colori, per la tinta particolarissima degli occhi e per come “bucano” la fotografia creando un accostamento cromatico molto luminoso con la tonalità della pelle.

  2. ciao antonio, la fotografia del tuo collega è molto bella. Il colore rende “puro” il tuo viso. È angelico! Molto bella. Il progetto poi è molto interessante. È curioso vedere tante facce, tanti tratti, uno differente dall’altro, tanti occhi che ti guardano. Vorrei esserci anche io!….

  3. unaltradonna permalink

    mi pareva di aver letto che in questo progetto si proibiva di sorridere…il che non mette affatto in risalto il soggetto, piuttosto lo dirige verso l’espressione che ha in mente il fotografo.

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