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Il trionfo delle immagini

by su 22/03/2012

La bacheca Virtuale di Pinterest

Le immagini prenderanno il sopravvento sulle parole nei social networks ? se lo chiede Megan Garber sul “The Atlantic” (tradotto sull’ultimo numero di Internazionale: N° 940 16/22 marzo 2012). Proprio come aveva previsto Mitch Stephens  (il suo libro: “la caduta della parola ed il trionfo dell’immagine” – citato da Megan Garber nell’articolo – è del 1998) si sta verificando un proliferare del contenuto visivo rispetto a quello testuale. In particolare molti siti di condivisione delle immagini sono diventati estremamene  popolari: uno degli ultimi arrivati (già molto popolare) è PINTEREST, una grande bacheca virtuale dove si “spillano” e si commentano le foto. Il punto centrale dell’interessante articolo è questo: come la scrittura (cioè l’accesso universale alla scrittura reso possibile dalle tecnologie di stampa moderne) ha reso possibile l’elaborazione di un pensiero lineare, strutturato in maniera logica, potrebbe accadere che il dilagare delle immagini renda possibile in futuro il cambiamento del nostro modo di pensare ? come dice la Garber: “ci spingerà, con il tempo, a diventare più emotivi, impulsivi e inclini all’empatia ?”

In realtà il proliferare di immagini – sopratutto fotografie – è mediato da una tecnologia sempre più perfezionata che spesso è una scorciatoira rispetto ad un percorso personale e creativo. Mi spiego: se con un I Phone ed un programma come Hipstamatic o altri simili riprendo le mie scarpe sicuramente otterrò una foto splendida ed interessante, pronta per essere inserita in una bacheca virtuale… ma in realtà il percorso creativo è stato compiuto  dai progettisti della Apple e dai programmatori della Hipstamatic, lasciando all’utente (moderna “anima bella” così come la criticava Hegel riferendosi a Schiller) solo il piacere della creazione, senza la fatica e l’impegno di sporcarsi le mani con la “tecnica” o la “progettualità”. Non è una critica a questo modo di operare,e solo la constatazione che, secondo me, si delega sempre più il controllo del risultato finale all’esterno del proprio flusso operativo. Alla fine io non so più se l’effetto è voluto da me perchè è all’interno della mia visione, oppure, al contrario, è la tecnica che sta facendo le scelte al posto mio.  Scorrendo le bacheche di Pinterest (tra l’altro riempite di foto comunque create da professionisti e prese dal mondo della pubblicità) si ha l’impressione, tutto sommato, di una grande omologazione delle immagini, e di una ricerca a tutti costi dell’esasperazione formale (nei toni del colore, nella “stranezza” del punto di vista, nella bellezza mozzafiato di un volto o di un paesaggio). E’ un pò una realtà al quadrato, analoga a quella dei video giochi o delle animazioni. E poi, cliccando sui link, spesso ci si ritrova, alla fine, su siti commerciali… all’orizzonte spuntano (indovinate ?) le merci, beni assolutamente materiali e che vanno pagati … A proposito di Hipstamatic, sapete cosa c’è scritto sulla Home Page ? “la fotografia digitale non è mai sembrata così analogica !

dalla Home Page di Hipstamatic

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