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	<title>fotografia e parole</title>
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	<description>il blog dei Fratelli Tartaglione</description>
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		<title>Ragione e città</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo M. Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Razón y ciudad (Ragione e Città) è il nuovo lavoro personale proposto da Manolo Laguillo. La mostra si terrà fino al 9 marzo presso la galleria H2O di Barcellona &#8220;Queste fotografie ci mostrano luoghi nei quali vorremmo andare, cose che desidereremmo avere, situazioni alle quali ci piacerebbe giungere. ci mostrano però anche tutto l&#8217;opposto ; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2162&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2213" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/bailen-arago.jpg"><img class="size-full wp-image-2213" title="Bailen-Arago" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/bailen-arago.jpg?w=497&#038;h=312" alt="" width="497" height="312" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Manolo Laguillo - 2011</p></div>
<div id="attachment_2217" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/schermata-2012-02-19-a-20-28-55.png"><img class="size-full wp-image-2217" title="Schermata 2012-02-19 a 20.28.55" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/schermata-2012-02-19-a-20-28-55.png?w=497&#038;h=330" alt="" width="497" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">la mostra di Laguillo nella Galleria H2O di Barcellona</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><a href="http://www.egm-blog.es/?p=7118">Razón y ciudad (Ragione e Città)</a> è il nuovo lavoro personale proposto da <a href="http://www.manololaguillo.com/">Manolo Laguillo</a>. La mostra si terrà fino al 9 marzo presso la galleria <a href="http://www.h2o.es/">H2O</a> di Barcellona</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><em>&#8220;Queste fotografie ci mostrano luoghi nei quali vorremmo andare, cose che desidereremmo avere, situazioni alle quali ci piacerebbe giungere. ci mostrano però anche tutto l&#8217;opposto ; luoghi che non vorremmo visitare, cose che non desidereremmo avere, situazioni che proviamo a evitare. A noi fotografi molto spesso accade, già dagli inizi, che, avendo la possibilità di scegliere, preferiamo fotografare gli elementi della prima lista a scapito di quelli della seconda. E&#8217; sorprendente che in molte di queste situazioni non ci muova unicamente un desiderio di denuncia; che ci piaccia o no, è ciò che vediamo. Però &#8216;quello che vediamo&#8217; è, letteralmente, la presentazione particolare di ciò che è, senza discussione, orribile -non ripeterò la lista del paragrafo anteriore-, e che però in alcune condizioni speciali di luce sono, precisamente, quelle che lo salvano, lo riscattano, lo redimono&#8221;. (citazione dell&#8217;Autore)</em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">L&#8217;insieme disordinato di tutte le foto messe su un grande tavolo, dice l&#8217;autore, sono una sequenza quasi aleatoria di immagini di piccolo formato scelte tra l&#8217;antropomorfico, l&#8217;assurdo e l&#8217;astratto. A volte è la distanza, altre volte è la luce o le sue combinazioni delle quali si serve. Le varianti, una volta individuate e proposte da M.L. conformano una classe personale di tipologie, attrattiva e contundente. Le fotografie sono state realizzate tra l&#8217;aprile del 2009 e gennaio 2012 in Germania, Spagna, Francia, Olanda, Inghilterra, Italia, Portogallo e Svizzera. L&#8217;attrezzatura usata dall&#8217;autore è composta da una Leica M9 e quattro lenti (18mm, 24mm, 35mm e 50mm) più una lente decentrabile 28mm. Le copie sono state stampate dall&#8217;autore con una Epson 3880 su fogli Hahnemüle e Canson di massima qualità.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Il quartiere di <em>Gracia</em>, a nord della città e ai piedi del Montjuic, è un&#8217;area molto rinomata per l&#8217;espressione artistica e fotografica dei tanti autori che si avvicendano durante il corso degli anni ; perlopiù sono autori caratterizzati da una grande continuità professionale e da un coinvolgimento muldimensionale nelle varie attività legate al mondo della fotografia sempre più presente a livello formativo nelle varie scuole sorte negli ultimi trent&#8217;anni. Si riscontrano putroppo in molti casi un elevato costo dei corsi per un sistema di cose in cui il valore economico ha assunto delle forme spropositate. I vari stereotipi proposti dallo <em>star-system</em>, incentivano l&#8217;utenza a un orientamento molto applicato e specificamente rivolto al mondo della moda così da mettere in chiaro le intenzioni e gli interessi per l&#8217;avvicinamento al tema fotografico. Così facendo, il discorso dell&#8217;autorialità dell&#8217;immagine è un tema spesso più appartenente all&#8217;<em>art-director</em> che, a seconda del &#8220;taglio&#8221; proposto da chi finanzia la campagna pubblicitaria, orienterà in maniera decisiva la decisione dell&#8217;azione fotografica. Tutt&#8217;altro discorso riguarda il lavoro autoriale di fotografi che sono stati coinvolti come creatori dell&#8217;immagine di moda. In questo senso, il lavoro dell&#8217;americano Richard Avedon e del francese Janloup Sieff, possono essere dei validi e coerenti riferimenti alla tematica, riconoscendo poi nei lavori personali la stessa linea ; fattore a sé risulta essere il lavoro di Helmut Newton che può aver approfittato degli stage fotografici di moda per portare avanti il lavoro autoriale. Altro discorso ancora a sé è rappresentato dal lavoro di Ferdinando Scianna, cui totale appartenenza alla sfera del reportage ha fatto mettere in dubbio il suo inserimento nell&#8217;agenzia Magnum dopo alcune sue campagne pubblicitarie. Ecco che in linee generali, le città di Barcelona e Milano sono molto gettonate per l&#8217;incontro al <em>coktail-bar</em> dove si pongono le basi per il lavoro in equipe che svaria dalla passerella, al design, dalla fotografia al <em>fashion</em> ; le tendenze fotografiche quindi si ripetono alternativamente per una pianificazione dell&#8217;immagine generalmente riciclata. Il tema dello stile di vita sbandato e newyorkino rappresentato da Terry Richardson può essere un riferimento in questo senso. Vanno in questa linea anche i tanti lavori stile &#8220;dietro le quinte&#8221; con scene rubate in apparenza e con l&#8217;uso del flash da reportage che satura molto i colori e che crea delle nettissime ombre sugli sfondi delle pareti generalmente bianche ; questa costruzione dell&#8217;immagine è stata canalizzata dalla notizia visuale proposta dal mondo della fotografia di cronaca americana in cui il fotografo era direttamente in contatto con il distretto di polizia per raggiungere subito il posto della scena del crimine.</span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2162/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2162&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mark Klett e la Ri-Fotografia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 14:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo M. Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La galleria Tagomago presenta &#8220;Times Studies&#8221; di Mark Klett, che ha sempre posto il tempo al centro della sua riflessione ed è considerato il padre contemporaneo della ri-fotografia. Segnaliamo il bellissimo sito ThirdView, da lui diretto insieme a Byron Wolfe. Ri-fotografare la città di Barcelona è uno dei progetti presentati insieme a Charting the Canyon [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2164&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.northcountrypublicradio.org/news/klett/klett.php#"><img class="aligncenter size-full wp-image-2174" title="klett203" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/klett2031.jpg?w=497&#038;h=372" alt="" width="497" height="372" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">La galleria <a href="http://www.tagomago.com/MarkKlett3.htm"><em>Tagomago</em></a> presenta <em>&#8220;Times Studies&#8221;</em> di Mark Klett, che ha sempre posto il tempo al centro della sua riflessione ed è considerato il padre contemporaneo della ri-fotografia.</span></span><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> Segnaliamo il bellissimo sito <a href="http://thirdview.org/3v/home/index.html">ThirdView</a>, da lui diretto insieme a Byron Wolfe.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> Ri-fotografare la città di Barcelona è uno dei progetti presentati insieme a </span><a href="http://www.klettandwolfe.com/2009/10/charting-the-canyon.html"><em>Charting the Canyon</em></a><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> (insieme a Byrone Wolfe) (2007-2012), </span><a href="http://photography-now.net/mark_klett/"><em>Revealing Territory</em></a><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> (1982-2001) e </span><a href="http://www.northcountrypublicradio.org/news/klett/klett.php"><em>Time Studies </em></a><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"><a href="http://www.northcountrypublicradio.org/news/klett/klett.php">(2004-2006)</a>. La tecnica del lavoro sulla città europea fa riferimento a tornare a fotografare una scena previamente immortalata dallo stesso punto di vista, trattando quindi d&#8217;evidenziare il passare del tempo attraverso il confronto delle diverse immagini ottenute in epoche differenti. La mostra rappresenta un esteso volume di lavori durante gli ultimi tre decenni dell&#8217;autore americano, professore d&#8217;Arte presso l&#8217;</span><em>Arizona State University</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;">. L&#8217;obiettivo dell&#8217;autore riguarda la scrittura fotografica attraverso l&#8217;intersezione tra cultura, paesaggio e tempo ; in questa direzione nasce quindi la sua ri-fotografia come metodo utile per la messa in atto delle risorse umane per la costruzione dell&#8217;immaginario collettivo così da riprendere vari progetti fotografici degli anni &#8217;70 e &#8217;90. In questo caso, la nuova fotografia è il prodotto sussidiario d&#8217;una meditazione su tre soggetti : colui che ha realizzato la prima foto, colui che ha scattato la seconda fotografia e colui che osserva entrambe le immagini.</span><em> Charting the Canyon</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> (2007-2012) è una serie ancora in corso di realizzazione che si ripromette di seguire le orme dei fotografi che hanno documentato la stessa area : da Alvin Langdon Coburn a Edward Weston e Ansel Adamas. Con una grande dosi d&#8217;ironia e </span><em>humor</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;">, queste ricreazioni poco convenzionali del paesaggio a mo&#8217; di </span><em>souvenir</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;">, mettono in relazione il passato con il presente e alludono all&#8217;uso attuale degli spazi naturalizzati nel contesto del turismo e dell&#8217;ozio. Leggiamo cosa dice l&#8217;autore in merito a un tema fotografico, quello paesaggistico, molto complesso :</span><em> &#8220;La fotografia di paesaggio non è mai un&#8217;attività neutra, se non che va sempre legata alla percezione del luogo e alla cosmo-visione d&#8217;una determinata persona. Perché il fotografo non è solo il testimone dello spazio, ma anche un partecipante. Dalla mia prospettiva, sono interessato ai punti di intersezione tra paesaggio, storia e tempo.&#8221;</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> In</span><em> Revealing Territory</em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;"> (1982-2001), M. K. propone più chiaramente il suo lavoro personale ; nel suo viaggio nel sud-est americano, l&#8217;autore mette in evidenza il dialogo tra spazio e tempo mantenendo come referente un paesaggio ben ancorato al presente. Le immagini risalgono all&#8217;arco di tempo che va dal 1982 al 2000 integrando così un diario visuale costituito da nozioni differenti come la storia, la geologia e la letteratura.</span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Il suo campo quindi sembra far più riferimento alla ricerca auto-conoscitiva che viene contestualizzata dalla retorica di <em>The New Topographics </em>e dal documentarismo americano con le sue allusioni dirette all&#8217;intervento costante : l&#8217;onnipresenza e le impronte umane nella ricreazione e lettura del paesaggio.<em></em></span></span><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;">In</span><em> Time Studies </em><span style="font-size:medium;font-family:Arial, sans-serif;">(2004-2006) l&#8217;autore americano si avvicina al tema in una maniera molto intima realizzando vere e proprie indagini visuali presso la zona desertica dell&#8217;Arizona. In questo caso il frutto di tale azione è più vicina a equazioni tra spazio e tempo così da orientare l&#8217;approccio soggettivo verso un riferimento scientifico molto assonante alla vecchia tavola di reciprocità per lo scatto dai lunghi tempi d&#8217;esposizione (&#8230;cui superato un certo valore, la relazione non è più fedele&#8230;questo almeno per quanto riguarda la fotografia analogica ; per quella digitale il tema è un altro prendendo in considerazione la possibilità della pre-visualizzazione con conseguente istogramma e con l&#8217;incertezza del surriscaldamento del sensore). Nel progetto specifico, i tempi di esposizioni scelti da M.K. oscillano necessariamente tra i due minuti e i due giorni, così da rimandare l&#8217;azione fotografica al contesto del secolo XIX dimostrando specialmente che l&#8217;inquadratura può anche essere formata da una molteplicità di frammenti. E proprio forse attraverso questa silenziosa meditazione che il mondo esteriore acquisisce il suo senso come paesaggio mentale&#8230;</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2164/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2164&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Più vero del vero</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tartaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torniamo sull&#8217;argomento della manipolazione delle foto, prendendo spunto da questo bel post di Steve Meyers (14 gennaio scorso) sul sito di approfondimento giornalistico Poynter. La foto che vedete è stata pubblicata meno di un mese fa sul Washington Post, in prima pagina. E, seguendo l&#8217;onda di crescente preoccupazione del mondo dei media nei riguardi delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2134&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2135" class="wp-caption aligncenter" style="width: 450px"><a href="http://www.washingtonpost.com/todays_paper?dt=2012-01-13&amp;bk=A&amp;pg=1"><img class="size-full wp-image-2135 " title="bridgeHDR" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/bridgehdr.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">foto di Bill O’Leary/The Washington Post</p></div>
<p>Torniamo sull&#8217;argomento della manipolazione delle foto, prendendo spunto da questo bel post di <a href="http://www.poynter.org/latest-news/top-stories/159412/washington-post-raises-eyebrows-with-composite-photo-on-front-page/">Steve Meyers</a> (14 gennaio scorso) sul sito di approfondimento giornalistico <a href="http://www.poynter.org/">Poynter</a>. La foto che vedete è stata pubblicata meno di un mese fa sul Washington Post, in prima pagina. E, seguendo l&#8217;onda di crescente preoccupazione del mondo dei media nei riguardi delle manipolazioni fotografiche (vedi anche &#8220;<a href="http://fratellitartaglione.org/2012/01/09/il-vero-e-il-falso/">il vero e il falso</a>&#8220;), l&#8217;editor si è sentito in dovere di spcificare nella caption che la foto (secondo me di grande impatto anche se un pò spinta per i miei gusti) è stata creata usano una combinazione di varie immagini. Questa spiegazione ha confuso le idee a molti lettori, che hanno pensato ad una manipolazione dell&#8217;immagini nel senso di un fotomontaggio (cioè prendere elementi da varie foto per crearne una nuova e diversa). Il fotografo Bill O&#8217;Leary ha invece utilizzato la tecnica detta HDR (High Dinamic Range) che permette di comporre esposizioni multiple (ed anche differenti regolazioni di temperatura colore) della stessa inquadratura, per ottenere qualcosa che in realtà un normale esposizione fotografica (analogica o digitale) non potrebbe riprodurre perchè non rientrerebbe nell&#8217;intervallo registrabile.</p>
<p>La didascalia dice: &#8221; (&#8230;) Questa immagine è una composizione creata scattando più fotografie e combinandole con un software per trascendere le limitazioni visive della fotografia tradizionale&#8221;. Ma cosa vuol dire fotografia tradizionale ? sono anni che tutti i fotografi combinano varie esposizioni per compensare le zone di sovra e sottoespsosozione !! si faceva anche prima, pur con enorme difficoltà, con la pellicola, ricorrendo alle doppie esposizioni sulla stessa lastra (ovviamente parliamo di banco ottico e pellicola a lastra). Concettualmente è la stessa cosa che si faceva in camera oscura, mascherando con le mani sotto l&#8217;ingranditore e quindi esponendo la carta in maniera maggiore o minore.  Il &#8220;metodo&#8221; HDR è semplicemente una automatizzazione del procedimento (inserita nel software Photoshop a partire dalla versione CS2 lanciato nel 2005 !! &#8211; ora sta per uscire la versione CS6). Il sistema in pratica genera automaticamente le maschere che occorrono per compensare tra di loro le varie esposizioni, A volte il software non &#8220;capisce&#8221; cosa mascherare ed occorre intervenire &#8220;manualmente&#8221; sulle maschere.  Non vedo come questo possa inficiare la &#8220;Autenticità&#8221; della fotografia&#8230; E&#8217; come se ogni volta la fotografia dovesse mostrare un certificato che attesti il suo legame con la realtà &#8230; ma la fotografia è sempre stata una interpretazione della realtà, è stata da sempre accusata di manipolazione. Non è solo un fatto tecnico; a partire dal momento in cui si inquadra si sta già interpretando il mondo intorno a noi. Certo, in questo caso l&#8217;aereo si è spostato tra le varie esposizioni, e quindi il fotografo ha &#8220;scelto&#8221; la posizione dell&#8217;aereo, ma non vedo in che modo il fatto che l&#8217;aereo fosse un pò più a sinistra o un pò più a destra avrebbe potuto cambiare il valore giornalistico dell&#8217;immagine. E&#8217; come se ci fosse una schizofrenia tra la &#8220;Macchina&#8221; digitale che procede e macina e poi i dubbi (in questo caso del mondo dei media) che si interroga sui valori perduti. PS ovviamente il nuovo <a href="http://www.apple.com/iphone/built-in-apps/camera.html">iPhone</a> ha già la funzione HDR (tre esposizioni) incorporata !</p>
<div id="attachment_2152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 450px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/bridge.jpg"><img class="size-full wp-image-2152" title="bridge" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/bridge.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">un&#039;altra inquadratura del ponte, senza HDR (foto Bill O&#039;Leary)</p></div>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2134&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Henri Cartier Bresson: immagini e parole</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo M. Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non sono interessato alla documentazione, &#8230; non sono un reporter. (&#8230;) ciò che voglio, ciò di cui vado in cerca, sono affari miei ..&#8221; (H. Cartier-Bresson). Questa citazione dell&#8217;Autore può ben introdurre la grande Mostra di Roma (&#8220;Immagini e Parole&#8221; a Palazzo Incontro fino al 6 maggio). I 44 scatti proposti al pubblico rendono omaggio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2078&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2124" class="wp-caption aligncenter" style="width: 275px"><a href="http://www.henricartierbresson.org/prog/PROG_expopup1a_fr.htm"><img class="size-full wp-image-2124" title="MEXICO. Mexico City. Calle Cuauhtemoctzin. 1934." src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/pop_expophoto_1a.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Città del Messico 1934 (foto di H. Cartier-Bresson)</p></div>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Book Antiqua', serif;">&#8220;Non sono interessato alla documentazione, &#8230; non sono un reporter. (&#8230;) ciò che voglio, ciò di cui vado in cerca, sono affari miei ..&#8221; (<a href="http://www.americansuburbx.com/2009/07/theory-words-by-henri-cartier-bresson.html">H. Cartier-Bresson</a>). Questa citazione dell&#8217;Autore può ben introdurre la grande <a href="http://www.provincia.roma.it/news/palazzo-incontro-la-mostra-henri-cartier-bresson-immagini-e-parole">Mostra</a> di Roma (&#8220;Immagini e Parole&#8221; a Palazzo Incontro fino al 6 maggio).</span></span><span style="font-size:medium;font-family:'Book Antiqua', serif;"> I 44 scatti proposti al pubblico rendono omaggio a un evento difficilmente ripetibile ; l&#8217;idea poi di accostare le immagini (che già parlano di per sé) a riflessioni di eminenti intellettuali internazionali, rende l&#8217;insieme molto gradevole e affascinante per un tempo di grande qualità di vita quotidiana. La città di Roma ha risposto degnamente e senza quella spocchia assonnata ego-referenziale così da essere finalmente ricettiva alle tendenze culturali contemporanee di svernare anche dalla storica potenza classica greco-romana che riecheggia in maniera leggendaria. (Inconscio collettivo?) Chissà magari si potrebbe pensare di riscattare gli spazi-museo a cielo aperto ; il Colosseo potrebbe diventare uno scenario di qualche festival e i Fori Imperiali invece potrebbero ospitare concerti ed esibizioni&#8230;Pensando poi alle grandi potenzialità delle sponde del fiume Tevere è un peccato che la mentalità romana e la forte struttura burocratica poco motivata, non lanci eventi possibili&#8230;Ad ogni modo, già il Palazzo Incontro che ospita la mostra di Bresson non è affatto male ; la struttura propone freschezza e poliedricità (libreria, caffetteria, wi-fi) che invogliano proprio&#8230; Da segnalare piacevolmente un&#8217;atmosfera capitolina in crescita per eventi culturali. Alla mostra poi, molti sono i volti giovani che come spugne, si imbevono dell&#8217;arte di Bresson ; lo si vede dalle espressioni e dai commenti reciproci..</span><span style="font-family:'Book Antiqua', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;"> La coerenza e lo spessore del maestro francese esprimono un&#8217;armonia sinuosa e rappresentazione del reale da &#8220;mille e una notte&#8221; (in arabo : </span><span style="color:#000000;">lf laila wa laila). Il passaggio da pittura a fotografia in molti casi dispone di un approccio estetico molto più fluido nel manifestarsi ; cosicché se lo si integra in una persona tanto curiosa e libera come Bresson, allora il tutto sarà maggiore della somma delle parti. Ecco così che il valore immanenente delle immagini accompagnerà molte e molte generazioni successive.</span></span></span><span style="font-size:medium;font-family:'Book Antiqua', serif;"> La cosa comunque importante da esprimere è il fatto di provare a trasmettere la certezza che tutte le persone e specialmente i giovani (per il solo aspetto anagrafico) possono riuscire come il maestro francese nell&#8217;ambito fotografico e in altri contesti ; in questa maniera vengono meno quei discorsi tanto cari a chi non riesce a pensare a scale di valori così da dover sentenziare chi sia il più bravo per questo o quest&#8217;altro motivo.</span><span style="font-family:'Book Antiqua', serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000000;"> Alla fine dei conti è un peccato tendere al possesso anche concettuale o artistico di qualcosa di totale ; senza tutti quegli elementi creati dall&#8217;uomo e che caratterizzano l&#8217;immagine fotografica nello specifico, non si avrebbe quel frutto&#8230;</span></span></span>  <span style="font-size:medium;font-family:'Book Antiqua', serif;">&#8230;è come un po&#8217; quando un&#8217;operazione in ospedale ha buon esito e tutti si complimentano con il chirurgo dimenticandosi delle infermiere e di tutto il resto&#8230;</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2078/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2078&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La fine è un inizio ?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tartaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2094" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://www.economist.com/node/21542796"><img class="size-full wp-image-2094" title="20120114_WBD001_0" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/02/20120114_wbd001_0.jpg?w=497&#038;h=279" alt="" width="497" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">illustrazione tratta dall&#039;articolo dell&#039;Economist del 14 gennaio 2012</p></div>
<p>La smaterializzazione della civiltà occidentale ed il declino della Kodak sembrano strettamente collegati. Siamo sempre meno connessi ad oggetti materiali, se per materiale intendiamo oggetti che si possono toccare come i libri, le stampe fotografiche, i dischi, e sempre più dipendenti da immagini e suoni che ci vengono recapitati aparentemente senza sforzo e senza spesa. Ma attenzione perchè il mondo materiale ritorna sempre, infatti anche per produrre i tablets o gli I-Phone servono materie prime (magari metalli rari, magari si trovano solo nel cuore di tenebra dell&#8217;Africa Equatoriale), servono fabbriche, servono operai&#8230;Per fruire del flusso di informazioni in cui siamo immersi abbiamo bisogno di energia elettrica, server, cavi di fibre ottiche che attraversano i mari &#8230; La pellicola fotografica ha accellerato la sua corsa verso la smaterializzazione con le notizie che arrivano da Rochester, storica sede della Kodak. Forse la grande casa americana non ha saputo modificare in tempo la rotta, ed ha portato qualche giorno fa i libri contabili in tribunale. Per chiunque si sia occupato di fotografia negli anni 80 e 90, la Kodak è stata sinonimo di fotografia; anche se altre case produttrici fornivano prodotti usatissimi (la Fuji ad esempio con la Velvia, l&#8217;Agfa con lo sviluppo Rodinal, la Ilford con la FP4 ecc). Alcune pellicole Kodak erano praticamente lo standard in determinati lavori (ad esempio il kodachrome per il reportage, la 64T in formato piano per i lavori di arredamento in studio). Come è potuto accadere che una azienda con un tale vantaggio sui concorrenti abbia perso per strada tanti lavoratori (ai tempi d&#8217;oro negli anni &#8217;80 la Kodak dava lavoro a quasi 130.000 persone nel mondo. Ricordiamo ad esempio il deposito di Marcianise (CE), dove a volte andavamo quando nelle emergenze non c&#8217;era neanche il tempo di aspettare il corriere) e tutto il suo valore in borsa? Si potrebbe pensare, con il senno di poi, che era facile prevedere un crollo del mercato della pellicola fotografica, tuttavia  una macchina aziendale delle dimensioni della Kodak ha  tempi di risposta certamente non brevi. Durante gli anni 90 la vendita di pellicola è cresciuta continuamente e nel 2001 la KODAK ha registrato il suo record assoluto di vendita nel settore. Poi il declino. Certo, la Kodak detiene ancora tanti brevetti e già si profila una estenuante battaglia legale per ricavarne il più possibile e difendere gli usi indebiti &#8230; pare anche che la kodak si lancerà nel settore della produzione di pellicole per la produzione di energia elettrica dal sole e forse diventerà tra i primi produttori di <a href="http://www.greenoptimistic.com/2012/01/23/kodak-flexible-solar-cells/">pannelli solari flessibili</a>. La Fuji per contro presenta un esempio positivo di adattamento, è riuscita per esepio a sfruttare la sua esperienza nella produzione delle pellicole fotografiche per diventare leader mondiale nella produzione di pellicole per schermi LCD, in particolare di quelli destinati alla vsione in 3D. La casa gialla, come  veniva affettuosamente definita l&#8217; azienda di Rochester,   aveva  avuto tante idee innovative (ad esempio aveva prodotto nel lontano 1975 la prima macchina fotografica digitale &#8211; in BN), ma non è riuscita poi  a sfruttarle commercialmente. Il suo management aveva  invece  puntato prima sul settore medico, poi venduto per fare cassa, e recentemente sul mercato delle stampanti ink-jet di qualità, un segmento già affollato in cui Epson e HP sono da tempo leader (in particolare la Epson che ha introdotto lo standard &#8220;Digigraphie&#8221; per la stampa Fine Art).</p>
<p>La vera domanda è: potrà sopravvivere la pellicola come prodotto di nicchia ? oppure la complessità ed il costo della produzione industriale è tale che non consente la andare al di sotto di una certa soglia ? La Kodak sopravviverà ma non è detto che i fotografi che ancora utilizzano la pellicola potranno continuare ad avvalersi dei prodotti che erano abituati ad utilizzare. Paradossalmente è più facile produrre materiale sensibile non argentico  (ad esempio la gomma bicromata), ripercorrendo a ritroso la strada dell&#8217;invenzione stessa della fotografica, che non tentare di produrre &#8220;pochi&#8221; rullini di una moderna pellicola a colori &#8230;</p>
<p><em><strong>fonti</strong></em>:</p>
<p>Raffaele Simone <strong>la civiltà smateriale</strong> (La Repubblica &#8211; 01 febbraio 2012 . pg 55)</p>
<p><a href="http://www.huffingtonpost.fr/lucien-clergue/homme-muet-image-parle_b_1230820.html">The Huffington Post (edizione francese)</a></p>
<p>The <a href="http://www.economist.com/node/21542796">Economist</a> del 14 gennaio 2012</p>
<p><a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/2/2a591538-42af-11e1-97b1-00144feab49a.html#axzz1l85Szfp9">Financial Times</a> del 19 gennaio 2012</p>
<p><a href="http://whattheythink.com/articles/55894-kodak-does-it-have-future/">whatatheythink.com</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2083/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2083&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il buio è uno spazio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo M. Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Museo di Trastevere, (Roma) fino al 25 marzo, è possibile apprezzare la mostra personale dell&#8217;artista Evgen Bavčar &#8211; il buio è uno spazio -. La mostra è stata curata da Enrica Viganò. Si ringrazia l&#8217;organizzazione per aver portato in Italia un lavoro di straordinario spessore sotto tutti i punti di vista così da arricchire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2067&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2070" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/il-terzo-occhio-di-evgen-bavcar_pagina_2.jpg"><img class="size-full wp-image-2070" title="il-terzo-occhio-di-evgen-bavcar_pagina_2" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/il-terzo-occhio-di-evgen-bavcar_pagina_2.jpg?w=497&#038;h=348" alt="" width="497" height="348" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Evgen Bavcar</p></div>
<p align="JUSTIFY">Al Museo di Trastevere, (Roma) fino al 25 marzo, è possibile apprezzare la mostra personale dell&#8217;artista <a href="http://www.zonezero.com/exposiciones/fotografos/bavcar/intro.html">Evgen Bavčar</a> &#8211; <em><strong><a href="http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW271981&amp;jp_pagecode=newsview.wp&amp;ahew=contentId:jp_pagecode">il buio è uno spazio</a></strong> -</em>. La mostra è stata curata da Enrica Viganò. Si ringrazia l&#8217;organizzazione per aver portato in Italia un lavoro di straordinario spessore sotto tutti i punti di vista così da arricchire enormemente un fruitore spesso abituato da ricerche o progetti che difficilmente coinvolgono tutte le sfere umane ; da quelle più istintive a quelle più mentali passando inevitabilmente per la sicurezza e i sentimenti. Nell&#8217;insieme delle immagini si fa riferimento ai differenti lavori di Bavčar come <em>vista tattile, paesaggio sloveno, carezza di luce, l&#8217;infanzia, autoritratti, la nascita della scrittura, nel fluire del tempo e sguardo ravvicinato</em>. I titoli dei lavori, come le immagini, aderiscono uniformemente alle sensazioni espresse dall&#8217;autore ; sensibilità, silenzio e contemplazione di mondi paralleli, affermano solidamente un linguaggio depurato da strutture esterne. L&#8217;autore infatti, dall&#8217;età di dodici anni, non può contare sulla senso della vista così da affidarsi alla propria voce interiore per finalizzare un&#8217;azione artistica pregna di mistero e complicazioni logiche per i curiosi del suo come arrivare a questo tipo di comunicazione spesso troppo abbinata al vedere, limite certo di una sicurezza basata su un oggetto, quello scientifico, in perenne mutamento. (Fisica Quantica). Per la cernita delle immagini, Bavčar, si affida ai commenti di amici che addolciscono romanticamente un aspetto della fotografia di difficile attualizzazione : la selezione e suo riferimento. Le citazioni dell&#8217;autore orientano il fruitore nell&#8217;entrare in intimità con gli scatti :</p>
<p align="JUSTIFY"><em>&#8220;Io non sono che un artista che cerca di vedere delle immagini, anche se queste gli sono proibite.&#8221;</em></p>
<p align="JUSTIFY">In questa direzione è certamente fondamentale il coinvolgimento emotivo e pace interiore per fare quel passo possibile all&#8217;essere umano per il conseguimento di una maggiore libertà attraverso la visione.<em> &#8220;Io non tocco gli oggetti ma li guardo da vicino. Offro alla vostra vista la trascendenza delle immagini che esprimono lo sguardo spirituale del mio terzo occhio.&#8221;</em> L&#8217;approccio al fotografico dell&#8217;artista sloveno implica un&#8217;ode alla percezione olistica in un mondo, quello immaginifico, caratterizzato da una linearità spaziale e di senso che purtroppo appiattisce invece un veicolo di sperimentazione e confidenza con il mondo interiore caratterizzato dalle infinite forme e possibilità. Forti contrasti e neri molto densi rappresentano lo scatto notturno dell&#8217;autore in armonia con il fascino della rappresentazione di un qualcosa di intimo da ricercare nella propria essenza. Così facendo i suoi temi immortalati nel tempo acquisiscono una propria vita, creazione di una profonda necessità di stabilire un contatto autentico di ciò che la realtà può implicare ; una fenomenologia di un qualcosa molto caro ad ognuno di noi da coltivare per scoprire l&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere (Milan Kundera).Si consiglia la visione di una mostra che non stancherebbe nemmeno dopo ripetute visite ; ogni immagine è una storia a sé con elementi che affiorano a seconda del coinvolgimento e lucidità mentale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/2067/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=2067&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le foto degli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tartaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al fotografo professionista spesso non viene riconosciuto lo status di Autore&#8230; qui ci interessa parlare di questo caso dove il lavoro di un (peraltro bravissimo e ben pagato) &#8220;semplice&#8221; fotografo professionista è stato rivisitato da un artista contemporaneo ed è diventato opera d&#8217;arte, inserita nel circuito relativo e venduta come tale. In altre parole è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1993&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2027" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/2000.272"><img class="size-full wp-image-2027 " title="h2_2000.272" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/h2_2000-272.jpg?w=497&#038;h=323" alt="" width="497" height="323" /></a><p class="wp-caption-text">Untitled (Cowboy) 1989 - Opera di Richard Prince (riproduzione di una pagina pubbliciataria con foto di Jim Kranz) - stampa fotografica a colori 50&quot; x 70&quot;</p></div>
<div id="attachment_2035" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/marlboro-country2.jpg"><img class="size-full wp-image-2035" title="marlboro-country2" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/marlboro-country2.jpg?w=497&#038;h=220" alt="" width="497" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">una foto di Jim Krantz utilizzata per una inserzione della nota marca di sigarette ...</p></div>
<p>Al fotografo professionista spesso non viene riconosciuto lo status di Autore&#8230; qui ci interessa parlare di questo caso dove il lavoro di un (peraltro bravissimo e ben pagato) &#8220;semplice&#8221; fotografo professionista è stato rivisitato da un artista contemporaneo ed è diventato opera d&#8217;arte, inserita nel circuito relativo e venduta come tale. In altre parole è sorprendente (e per me, a titolo personale, amaro) il rapporto che c&#8217;è tra chi usa la fotografia come strumento di lavoro su commissione e da chi ne fa un&#8217;opera d&#8217;arte. <a href="http://richardprinceart.com/">Richard Prince</a>, uno degli artisti statunitensi più quotati, è stato consacrato lo scorso anno da una grande <a href="http://www.bnf.fr/en/cultural_events/anx_exhibitions/f.richard_prince_eng.html">mostra</a> alla Bibliotheque Nationale di Parigi. Prince è considerato uno dei principali rappresentanti del postmodernismo, ed è un teorico dell’appropriazione delle immagini altrui. Partendo il più delle volte da riviste rielabora le immagini che ritiene più significative della società contemporanea. È diventato celebre (e ricchissimo &#8211; una sua stampa è stata battuta nel 2005 per 1.200.000,00 dollari) rifotografando i cowboy delle pubblicità di una nota marca di sigarette. Ma che ne è dell&#8217;autore originale delle fotografie create per la campagna pubblicitaria (ideata dalla Leo Burnett) ? In un bell&#8217;<a href="http://www.nytimes.com/2007/12/06/arts/design/06prin.html">articolo del 2007</a> il New York Times racconta dell&#8217;incontro tra il fotografo Jim Krantz e l&#8217;opera di Prince. Mi ha colpito la frase di Prince interpellato da Randy Kennedy, il giornalista del New York Times autore dell&#8217;articolo: &#8220;non avevo mai associato la pubblictà ad un Autore &#8220;. Questo è il punto: il lavoro del fotografo professionista viene percepito come qualcosa di anonimo, anche quando rende possibile la creazione di una campagna da milioni di dollari (grazie a quella campagna la Marlboro &#8211; all&#8217;epoca conosciuta sopratutto dalle fumatrici- riposizionò con successo il suo marchio verso un pubblico maschile). Il blog &#8220;A Photoeditor&#8221; ha ripreso l&#8217;argomento due anni dopo, <a href="http://www.aphotoeditor.com/2010/01/06/jim-krantz-may-have-finally-gotten-his-attribution/">approfondendo</a> il rapporto tra l&#8217;Autore dell&#8217;opera originale e l&#8217;artista che si è approriato della foto, creando a sua volta una nuova opera d&#8217;arte &#8230; Può questo essere paragonato ad un campionamento musicale inserito in un brano rap ? Per esempio i Massive Attack che nel loro album più famoso (Mezzanine) citano i Velvet Underground) ? Non lo so, mi sembra che nel campionamento la rielaborazione sia tale da rendere completamente diversa la situazione. Una nota positiva: successivamente il fotografo <a href="http://www.jimkrantz.com/#mi=1&amp;pt=0&amp;pi=5&amp;p=-1&amp;a=0&amp;at=0">Jim Krantz</a> è entrato a sua volta nel circuito artistico, esponendo in varie gallerie sia negli Stati Uniti che in Europa.</p>
<p>Christian Caujolle l&#8217;anno scorso citava un’altra notizia che arriva dagli Stati Uniti. &#8220;<em>Prince è stato appena condannato da una corte newyorchese a distruggere una serie di opere stimate milioni di dollari, molte delle quali già vendute. Nel 2008, per la sua mostra Canal Zone, Prince aveva usato le foto del francese Patrick Cariou, pubblicate nel libro del 2000, Yes, Rasta, in alcuni casi riproducendole integralmente. Malgrado gli interventi di Prince, la corte ha considerato le sue opere contraffazioni che violano il diritto d’autore. Prince, che ricorrerà in appello, ribatte di non aver contraffatto un bel niente. È nel suo diritto. Ma è anche diritto degli altri artisti cercare di difendere il loro lavoro&#8221;</em>.<em> (Internazionale, numero <a href="http://www.internazionale.it/sommario/893/"> 893</a>, 15 aprile 2011). </em>Comè andata  a finire ? Bisognerà aspettare fino al 25 gennaio quando verrà deciso il giudizio di appello, ma pare che Richard Prince abbia buone possibilità di ribaltare il primo giudizio (potete leggere <a href="http://www.artnet.com/magazineus/news/corbett/prince-versus-cariou-11-4-11.asp">qui</a> un resoconto dettagliato)<em>. </em>Uno degli argomenti (sollevato dalla <a href="http://richardprinceart.com/2011/11/14/warhol-foundation-asks-appeals-court-overturn-prince-copyright-infringement-finding/">Warhol Foundation</a>) è che la riapproriazione di opere d&#8217;arte altrui è una tradizione artisitica che può essere fatta risalire ad illustri precedenti che vanno da Andy Warhol a Marcel Duchamp &#8230;<em><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1993/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1993&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il vero e il falso</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 12:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Tartaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte la vertigine prende chi analizza il mondo dell&#8217;immagine digitale&#8230; ad esempio di come sia diventato facilissimo alterare digitalemente il contentuto di foto nostre o altrui. A noi capita spesso durante la fase di ripresa di sentirci dire, da persone presenti, &#8220;tanto poi gli dai un colpo di Photoshop&#8221; dove Photoshop diventa, per il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1976&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<hgroup></hgroup>
<div>
<div id="attachment_1996" class="wp-caption aligncenter" style="width: 334px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/fotoritocco2.jpg"><img class="size-full wp-image-1996" title="fotoritocco2" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/fotoritocco2.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">dall&#039;articolo di Kee e Farid</p></div>
<p>A volte la vertigine prende chi analizza il mondo dell&#8217;immagine digitale&#8230; ad esempio di come sia diventato facilissimo alterare digitalemente il contentuto di foto nostre o altrui. A noi capita spesso durante la fase di ripresa di sentirci dire, da persone presenti, &#8220;tanto poi gli dai un colpo di Photoshop&#8221; dove Photoshop diventa, per il procedimento retorico dell&#8217;Antonomasia, il sinonimo di qualsiasi programma oppure operazione di fotoritocco.</p>
<p>A proposito di alterazione dei contenuti: Photoshop è sicuramente il più diffuso programma per la lavorazione delle immagini, purtroppo viene spesso usato non in maniera creativa (cioè per dare all&#8217;immagine la consistenza desiderata dall&#8217;autore) ma per alterare il riferimento alla realtà che che la fotografia porta geneticamente con se dalle sue origini, in quanto &#8220;impronta&#8221; del reale ottenuta mediante un procedimento chimico fisico &#8230;<a href="http://www.pnas.org/content/early/2011/11/21/1110747108">Due scienziati</a> dell’università di Dartmouth in Nuova Scozia, (Eric Kee and Hany Farid, <strong>A perceptual metric for photo retouching</strong>, Department of Computer Science, Dartmouth College, Hanover, NH &#8211; USA, pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America &#8211; www.pnas.org) hanno messo a punto un sistema di valutazione quantitativa per classificare il tasso di ritocco di un’immagine (potete scaricare <a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/pnas-2011-kee-1110747108.pdf">qui</a> l&#8217;articolo)&#8230;. Il punto è questo: ciò che viene rappresentato in fotografia viene preso (a torto) per reale, ancora oggi. Eppure, dopo quasi due secoli di immagini fotografiche (ricordiamo le prime esperienze di Niepce nel 1822) dovrebbe essere chiaro che comunque l&#8217;atto stesso dell&#8217;inquadrare costituisce di per sè una scelta e quindi una interpretazione della realtà circostante. Nel caso particolare di cui si occupano gli autori, l&#8217;aspetto fisico, il lato preoccupante è la creazione di modelli di bellezza che sono percepiti, ad esempio dagli adolescenti, come mete irragiungibili e la cui irragiungibilità rapppresenta fonte di frustazione, ansia, depressione &#8230; Gli Autori suggeriscono di rendere obbligatorio riportare, accanto ad ogni immagine pubblicata, l&#8217;indice di manipolazione della stessa. &#8220;Le foto ritoccate sono ovunque ed hanno creato una rappresentazione della bellezza fisica idealizzata e non realistica.&#8221; Ovviamente questa non è una crociata (moralista) contro il fotoritocco, che ormai fa parte integrane del workflow fotografico&#8230; è semplicemente il segno che ci si è resi conto, ad un certo punto, di quanto sia pericoloso prendere per vero ciò che è solo frutto delle possibilità del mezzo attuale, sopratutto da parte di chi non abbia la necessaria attrezzatura critica. Christian Caujolle osserva &#8220;Bisognerebbe applicare questo software a tutte le immagini, anche a quelle che arrivano dai mezzi d’informazione. Perché il problema non è tanto il ritocco, quanto l’intenzione di modificare maliziosamente la realtà&#8221;.<em> Internazionale, numero <a href="http://www.internazionale.it/sommario/929/">929</a>, 23 dicembre 2011 (a cui dobbiamo lo spunto per questo post).</em> Ci sono anche casi però in cui questa posizione &#8220;antiritocco&#8221; raggiunge livelli di (secondo me) di paranoia (e nascondono una buona dose di ipocrisia), come nel caso del fotografo P.Schneider licenziato per avere alterato il colore del cielo nella foto di un pompiere ripreso in controluce. Pedro Meyer ne ha parlato in questo bell&#8217;<a href="http://zonezero.com/editorial/octubre03/october.html">articolo</a>: <strong>In Defense of Photographer Patrick Schneider</strong>, sul suo blog <a href="http://www.zonezero.com">Zone Zero</a>:</p>
<div id="attachment_2012" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://zonezero.com/editorial/octubre03/october.html"><img class=" wp-image-2012 " title="Patrick-Schneider" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/patrick-schneider.jpg?w=497&#038;h=519" alt="" width="497" height="519" /></a><p class="wp-caption-text">alcune foto di Schneider prima e dopo la lavorazione (esempi tratti dall&#039;articolo di Pedro Meyer)</p></div>
<div id="attachment_2010" class="wp-caption aligncenter" style="width: 297px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/photo_margulis.jpg"><img class="size-full wp-image-2010" title="photo_margulis" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2012/01/photo_margulis.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">la foto che è costata il licenziamento al fotografo Patrick Schneider (un grazie a Dan Margulis)</p></div>
<p>&#8230; e ancora: (questo devo dire più comprensibile) un freelance libanese <a href="http://www.digitalcamerainfo.com/content/Reuters-Fires-Freelance-Photographer-for-Doctored-Images-.htm">licenziato</a> dalla Reuters per aver esagerato fotograficamente gli effettti di un bombardamento israeliano &#8230; ma gli <a href="http://digitalslavery.wordpress.com/2009/02/19/digital-manipulation-photos/">esempi</a> potrebbero continuare &#8230;<em><br />
</em></p>
<hgroup></hgroup>
<div></div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1976/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1976&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fotoritocco2</media:title>
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			<media:title type="html">Patrick-Schneider</media:title>
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			<media:title type="html">photo_margulis</media:title>
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		<item>
		<title>Come i fotografi impiegano il loro tempo</title>
		<link>http://fratellitartaglione.org/2011/12/31/come-i-fotografi-impiegano-il-loro-tempo/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Tartaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[a photo editor]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul Blog &#8220;A Photo Editor&#8221;  è comparsa una interessante  e scherzosa (ma non tanto)  rappresentazione grafica di come la gente immagina il lavoro del fotografo, e di come invece questo sia molto diverso nella realtà&#8230; Lancio   questo articolo simbolicamente nelle prime ore del nuovo anno, con l&#8217; auspicio, oltre ai soliti di rito: salute, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1952&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul Blog <a href="http://www.aphotoeditor.com/2011/12/29/how-photographers-actually-spend-their-time/">&#8220;A Photo Editor&#8221;</a>  è comparsa una interessante  e scherzosa (ma non tanto)  rappresentazione grafica di come la gente immagina il lavoro del fotografo, e di come invece questo sia molto diverso nella realtà&#8230;</p>
<p>Lancio   questo articolo simbolicamente nelle prime ore del nuovo anno, con l&#8217; auspicio, oltre ai soliti di rito: salute, denaro, che per inciso non disdegno affatto, che il tempo da dedicare alla fotografia, intesa come ripresa e  progetti possa aumentare, e diminuire invece quello dedicato alla post produzione, alle scartoffie, al  recupero crediti (non rappresentato nel grafico sottostante!).</p>
<p>Auguro quindi a tutti, professionisti e non, di poter portare avanti  i loro progetti, fare sperimentazione e ricerca, perfezionare il proprio linguaggio e perchè no, rinnovarsi.</p>
<div id="attachment_1958" class="wp-caption aligncenter" style="width: 507px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2011/12/come-i-fotografi2.jpg"><img class="size-full wp-image-1958" title="come i fotografi..." src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2011/12/come-i-fotografi2.jpg?w=497&#038;h=1059" alt="" width="497" height="1059" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: www.aphotoeditor.com</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1952/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1952&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fotomeccanico</media:title>
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			<media:title type="html">come i fotografi...</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La società post-fotografica</title>
		<link>http://fratellitartaglione.org/2011/12/30/la-societa-post-fotografica/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo M. Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[estilo indirecto]]></category>
		<category><![CDATA[fotocolectanea]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Joan Fontcuberta]]></category>
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		<category><![CDATA[riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[società post-fotografica]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della mostra &#8220;Estilo indirecto&#8221; presso la fondazione Fotocolectania di Barcelona, ho potuto assistere alla presentazione di progetti di autori contemporanei e sintesi filo-fotografica dell&#8217;importante studioso dell&#8217;immagine Joan Fontcuberta, riferimento internazionale del panorama critico contemporaneo. In questo determinato contesto, la partecipazione in massa della scuola Gris-art di Barcelona, propone un bacino d&#8217;utenza e riflessione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1875&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1936" class="wp-caption aligncenter" style="width: 408px"><a href="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2011/12/fontcuberta_virreina_11.jpg"><img class="size-full wp-image-1936" title="Fontcuberta_Virreina_11" src="http://fratellitartaglione.files.wordpress.com/2011/12/fontcuberta_virreina_11.jpg?w=497" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Joan Fontcuberta, Guillumeta Polymorpha, 1982</p></div>
<p align="JUSTIFY">In occasione della mostra &#8220;<a href="http://www.artecontexto.com/es/blog/estilo_indirecto__fundacion_foto_colectania__barcelona_.html"><em>Estilo indirecto</em></a>&#8221; presso la fondazione Fotocolectania di Barcelona, ho potuto assistere alla presentazione di progetti di autori contemporanei e sintesi filo-fotografica dell&#8217;importante studioso dell&#8217;immagine <a href="http://www.fontcuberta.com/">Joan Fontcuberta</a>, riferimento internazionale del panorama critico contemporaneo. In questo determinato contesto, la partecipazione in massa della scuola <em>Gris-art</em> di Barcelona, propone un bacino d&#8217;utenza e riflessione fondamentalmente pedagogici per i vari temi toccati da Fontcuberta. Il <em>leit motif </em>del pensiero contemporaneo referente alla fotografia è un naturale specchio dello sviluppo virtuale e tecnologico dell&#8217;azione fotografica che ormai sembra cambiare irreversibilmente l&#8217;atteggiamento nella forma e contenuti per arrivare al termine ultimo della catena di montaggio : l&#8217;immagine. Con <em>Google street view</em>, l&#8217;autore presenta differenti progetti fotografici in cui il grande occhio della società contemporanea in superficie raccoglie una quantità innumerevole di immagini come i pesci di una grande e fitta rete di un pescatore abbastanza navigato. Per gli amanti della camera stenopeica, è utile e comprensibile tale processo ; calcolando i lunghi tempi d&#8217;esposizione affinché la luce possa registrare l&#8217;immagine della scena &#8220;osservata&#8221; dal buco della scatola, è conveniente lasciarne simultaneamente alcune nei luoghi interessati. Evidentemente tale processo implica un contatto con la materia e articolosità d&#8217;azione che non può essere comparata con lo stare seduti davanti a un monitor e ricercare immagini alla velocità del suono&#8230; Altre tendenze artistiche vanno di pari passo con la prospettiva contemporanea in cui il gioco concettuale sembra più un labirinto cognitivo e autobiografico dell&#8217;autore per i pochi addetti al settore così da rendere una delle forme umane per il conseguimento di maggior e autentica libertà, un circolo vizioso destinato a un&#8217;utenza poco coinvolta nei differenti aspetti (emotivi, sentimentali, logici, analogici, contemplativi, etc). L&#8217;idea che ci si può fare è che in generale, oggigiorno, si ha poco da esternare e molto da dire&#8230;(per una ricerca personale e motivata sul tema, vedere i lavori di Mishka Henner, Kurt Caviezel, Martin Crawl, Jan Dirk Van der Burg, Jon Rafman, Michael Wolf, Erik Kessels). La fotografia in questo senso rappresenterebbe un passatempo depurato dall&#8217;intimità della mostra degli scatti ad amici e familiari chissà magari al ritorno da un viaggio esotico e suggestivo.. Il soggettivismo e le difficoltà empatiche presentate dalla critica in generale delineano una tendenza ormai nota per il rifugio nello spazio virtuale fotografico che non è altro poi che un riferimento del nostro atteggiamento di stile di vita nella società occidentale contemporanea. La tendenza intrinseca della fotografia quale falsificazionismo è sempre stata un cavallo di battaglia di Fontcuberta cui ricerca di autori in quest&#8217;occasione, propone la serendipità dei progetti che evidentemente non offre allo spettatore un certo spessore di coinvolgimento emotivo e apertura verso la comprensione. (Se dobbiamo apprezzare un progetto fotografico universitario che vede protagonista un gatto [che trall'altro è privo di una zampa così da associarlo a un cavalletto animale] con una macchina digitale legata al collo affinché possiamo prendere in considerazione il suo punto di vista, beh, forse si dovrebbe trovare qualcosa di meglio da fare&#8230;) In questo senso allora è bene rimarcare il fatto che l&#8217;immagine è una delle infinite rappresentazioni della realtà cui soppravvalutazione idealista mette in moto un dibattito etico e confuso che ha come morale della favola la storia del premio Pulizer 1994, Kevin Carter. Attraverso le parole di Fontcuberta, &#8220;la fotografia non è un documento della realtà se non una representazione calcolata che ha origine dall&#8217; ideologia&#8221;. A riguardo, si prenda in considerazione il fatto che nella nostra società si associa la crescita all&#8217;attivismo sociale per cambiare le cose senza averle &#8220;esperienziate&#8221;. Terminando l&#8217;incontro, lo studioso catalano delinea i tratti del suo concetto di società post-fotografica (&#8220;liquida&#8221;, con riferimento a Zygmunt Bauman) riassumendolo con i seguenti punti :</p>
<p align="JUSTIFY"> _Accumulo di immagini</p>
<p align="JUSTIFY">_Dimenticanza</p>
<p>_Appropiazione</p>
<p>_Ri-scrittura di momenti banali</p>
<p>_Transitorietà</p>
<p>_Ubiquità</p>
<p>_Transmedialità</p>
<p>_Prescrivere il senso</p>
<p align="JUSTIFY"> Mentre che la fotografia &#8220;solida &#8220;si baserebbe su :</p>
<p> _Traccia della realtà</p>
<p>_Dialogo con el tempo</p>
<p>_Immanenza</p>
<p>_Congelamento di momenti eccezionali</p>
<p>_Stabilità</p>
<p>_Persistenza</p>
<p>_Catturare il senso</p>
<p>L&#8217;Umanesimo digitale a livello di contenuti d&#8217;immagini accennato da Joan, evidentemente fa riferimento alla fotografia solida supportato dal canale telematico ; la rete internet ad ogni modo era nata per lo scambio di informazioni scientifiche e fondamentali per la ricerca.</p>
<p align="JUSTIFY">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fratellitartaglione.wordpress.com/1875/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fratellitartaglione.org&amp;blog=20903078&amp;post=1875&amp;subd=fratellitartaglione&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Fontcuberta_Virreina_11</media:title>
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