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Fotografia e graphic novel

by su 01/06/2012

foto di Alain Keler, dal libro “Alain e i Rom”

Emmanuel Guibert, fumetto tratto dal libro Alain e i Rom. E’ inglobato un autoritratto di Alain Keler

Vorrei parlare di due letture parallele che mi è capitato di fare in queste settimane. Si tratta di graphic novels che utilizzano la fotografia, oltre che il segno grafico e la scrittura. E’ una forma di espressione che mi intriga molto, perchè si presta secondo me a raccontare realtà complesse unendo insieme vari registri espressivi. Nella prima lettura  (Guibert – Keler -Lemercier  Alain e i Rom, Coconino Press 2011) le fotografie di Alain Keler sono inglobate nel fumetto di Emmanuel Guibert in maniera secondo me perfetta, perchè ognuna è il controcampo dell’altra; l’illustrazione racconta quello che la fotografia in quel momento non poteva riprendere, ne allarga l’orizzonte. La fotografia invece, in mezzo ad una pagina completamente grafica, spezza di colpo l’astrazione del segno e riporta il lettore allo sguardo del fotografo testimone. Keler è affascinato dalle minoranze, ha seguito le tracce dei perseguitati in tutta l’Europa dell’Est. In questo libro presenta alcuni suoi incontri con le comunità Rom, di cui uno anche in Italia (a Lamezia Terme). Il suo stile è quello del réportage classico b/n della grande tradizione francese, da questo punto di vista non è certo un innovatore, ma la grandissima umanità che traspare dalle sue interazioni con i soggetti che fotografa lo rende un vero maestro del racconto.

foto di Caterina Sansone dal libro Palacinche

Un disegno di Alessandro Tota dal volume Palacinche

Tutt’altra atmosfera nel libro di Caterina Sansone ed Alessandro Tota – Palacinche – Fandango Edizioni 2012. Il volume racconta il viaggio compiuto da Caterina e da Alessandro, suo compagno anche nella vita, per seguire a ritroso il viaggio compiuto negli anni del dopoguerra dalla madre di Caterina, esule istriana, da Fiume (ora Rijeka in Croazia) ad Antella (FI). Essendo innamorato dell’est Europa da parecchi anni, appena ho letto l’argomento del libro mi sono precipitato a comprarlo.  Il libro è stato interessantissimo, e tra l’altro mi fa molto piacere che un artista barese (Alessandro Tota) stia lavorando bene a Parigi…Il tratto di Tota già lo conoscevo, passa dal bianco nero secco al colore pennellato in maniera completamente naturale. Le fotografia di Caterina Sansone sono sia in bianco e nero (le prime pagine di apertura) che a colori, in formato quadrato, per tutto il resto del libro. Devo dire che l’apertura in bianco e nero mi ha emozionato più delle foto a colori, che invece sono molto distaccate e frontali. Comunque un bel lavoro di entrambi. L’unico appunto: mi sembra che le due personalità artistiche non si fondano in maniera compiuta. Il fumetto di Alessandro Tota è ironico e ricco di understatement, le foto di Caterina Sansone sono molto intime e riflessive, ricordano l’insegnamento di L.Ghirri,  e secondo me non c’è una vera e propria interazione tra le due personalità.

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Un Commento
  1. Suggerisco anche il lavoro di Sara Lando fra i fotografi che si stanno cimentando con il graphic novel. Per capire la sua visione è necessario conoscerla, leggerla, ascoltarla. Trovate le sue tracce in rete, mentre il graphic novel alla pagina dedicata: http://www.magpiestale.com/

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