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Un paesaggio immaginato

by su 26/04/2012

fotografie di Desmond Burdon (sequenza che riassume il lavoro di fotomontaggio necessario per realizzare questa ed altre immagini del paesaggio siciliano utilizzate dall'Agenzia Pubblicitaria Saatchi & Saatchi per la campagna pubblicitaria commissionata dall'Assessorato al Turismo della Regione Sicilia nel 2003) dal sito http://www.dburdon.com/

A proposito di paesaggio e fotografia. A proposito di politica, sopratutto. Una storia di quasi 10 anni fa ma di cui si è tornati a parlare. A volte il ritocco fotografico può essere una scorciatoia per adattare il paesaggio alle nostre aspettative. Il nostro paesaggio è purtroppo molto diverso dal nostro immaginario, ce ne accorgiamo specialmente quando lo fotografiamo. Infatti la fotografia ci permette di tornare sul luogo “a freddo”, senza l’emozione o il piacere magari della camminata, della compagnia piacevole o del pezzo di focaccia caldo… Rimangono le brutture, la sporcizia, gli abusi edilizi, rimane la testimonianza concreta dello scempio. Noi da qualche anno stiamo lavorando sul paesaggio di Puglia e Basilicata, e devo dire che dobbiamo davvero fare i salti mortali e ricorrere a tutti gli strumenti del linguaggio fotografico per riportare in Archivio immagini accettabili. Il fotomontaggio tuttavia permette di creare paesaggi completamente o parzialmentne nuovi. Mi sembra che in questo modo si possano creare fotografie bellissime, ed il professionista londinese Desmond Burdon è un maestro in questo settore. Il punto politico è però colto in maniera magistrale da Gian Antonio Stella. Per invogliare le persone a visitare la Sicilia bisognerebbe forse combattere gli abusi edilizi (ma ci vogliono anni9, non eliminarli con il Photoshop !

ecco un piccolo estratto dell’articolo di Gian Antonio Stella  (dal Corriere della Sera del 2003, ora ripubblicato in: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella “Vandali” , Milano, Rizzoli 2011) “Duemilasettecentotrentasette anni dopo, il lido di Naxos è tornato così come lo vide Teocle, che un Nettuno furibondo (il nostromo della nave greca gli aveva offerto del fegato cotto male) aveva fatto naufragare a Capo Schilisi. Un miracolo. Via l’ ammasso di alberghi, condomini, palazzoni, supermercati e garage che ammorbano il golfo. Pluff: tutto sparito. E al suo posto, alle spalle del teatro greco di Taormina, è ricomparsa la Sicilia dei Calcidesi di Eubea. Bedda. Beddissima. Tornata vergine con sapienti ritocchi al computer per sottolineare al meglio la filosofia della campagna pubblicitaria regionale: «La Sicilia non ha bisogno di attirarvi coi soliti trucchetti». «Sorry, ho sbagliato», ha spiegato l’ autore del «maquillage», il fotografo londinese Desmond Burton dopo la denuncia su un giornale locale dell’ imbroglio, scoperto da un emigrato siciliano che aveva strabuzzato gli occhi vedendo la pubblicità sulla Suddeutsche Zeitung. Lo stesso sorry, tuttavia, non è venuto da chi quelle paginate propagandistiche le aveva commissionate. Non una parola dopo lo scoop iniziale sulla stampa isolana, non una dopo le polemiche su qualche tivù privata, non una dopo la pubblicazione di una notizia sull’ Espresso. E la réclame ha continuato a uscire. ( ….) Esempio folgorante di una tecnica di promozione turistica che, finalmente, potrebbe risolvere un sacco dei nostri problemi. E’ brutta Venezia con Marghera sullo sfondo? Clic: via le ciminiere. Non sta tanto bene il viadotto che porta ad Agrigento coi piloni piantati dentro una necropoli? Clic: via il viadotto. E’ imbarazzante l’ assedio di condomini al parco del Vesuvio? Clic: via i condomini. Era più bella la Costa Smeralda senza quelle migliaia di casette a schiera? Clic: via le casette a schiera. In attesa di perfezionarci in un esaltante restyling virtuale di tutto il nostro patrimonio culturale: la restituzione copia-incolla della mano destra all’ Esculapio di Macerata, del braccio sinistro all’ Anubi del Museo Archeologico di Napoli, di un occhio a un Bronzo di Riace, del braccio destro e del sinistro del Giovinetto di Mozia… Fino al capolavoro: il trapianto copia-incolla di due braccia e una gamba al Satiro Danzante ripescato nel Canale di Sicilia. Diciamoci la verità: sarà mica bello, un moncherino così? La società dell’ immagine ha diritto a qualcosa di più bellino…” Gian Antonio Stella (dall’Archivio del Corriere della Sera, dove si può legggere l’articolo intero)

Per finire un piccolissimo esempio di come altrove si risolve il problema dei cavi elettrici, per esempio: non ritoccandoli con il photoshop ma interrandoli. Dove avviene ? non in una località particolarmente turistica ma nella grande Region Parisienne, (la vasta regione intorno a Parigi dove vivono milioni di persone), dove il piccolo comune di Saint-Maur-des-Fossés sta interrando da qualche anno tutti i cavi elettrici, col preciso scopo di migliorare il paesaggio urbano …

sul sito ufficiale del Comune di Saint-Maur-des-Fossés hanno pubblicato queste due foto, a sinistra un tipico esempio di paesaggio deturpato, a destra le trincee destinate ad ospitare i cavi elettrici)

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