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David LaChapelle, il surrealista

by su 05/03/2012

una delle foto di D.LaChapelle in mostra a Praga

Di passaggio da Praga ho visitato nelle sale espositive del Rudolfinum, l’auditorium di musica sinfonica della capitale ceca, una retrospettiva dell’opera di David LaChapelle intitolata “Thus Spoke LaChapelle”, molto noto al grande pubblico per le sue immagini legate al mondo e ai personaggi della moda e della cultura pop. Dopo una iniziale titubanza (avevo visitato un paio di anni fa la grande Mostra a Palazzo Reale a Milano) anche a causa del freddo gelido (anche -15°C, una temperatura che il mio amico praghese ha eufemisticamente descritto come “non favorevole” a lunghe passeggiate) mi sono infilato insieme agli amici nelle belle sale fine ottocento del Rudolfinum ricevendo subito una sensazione di diversità. Infatti la mostra è una retrospettiva dell’intera opera del fotografo, organizzata in modo cronologico, molto dettagliata e completa. La mostra inizia con i primi scatti “pubblici” del fotografo, così diversi dalle foto che siamo abituati a conoscere, stampe in B/N esposte in piccole gallerie di New York nel 1984 (LaChapelle nasce nel 1963). L’attenzione per il nudo e per la sacralità del gesto è già visibile in queste opere. Queste foto mescolano motivi dalle iconografie cristiana e classica a rituali pagani impersonificati da persone comuni, con una qualità pittorica dell’immagine. Successivamente arrivano i primi cicli di fotografia commerciale e pubblicitaria che però individuano un personale stile surrealista nella costruzione dell’immagine, contribuendo a creare la fama dell’autore. Dopo vent’anni di campagne di moda e di servizi per le riviste del glamour, arrivato ad un grande successo e notorietà, LaChapelle può permettersi di tornare a fotografare non per il mercato pubblicitario ma per inseguire le proprie visioni. Arrivano così i celebri cicli Miracoli e Disastri, La Pietà con Courtney Love, il Diluvio, Musei e Mostre e, tra i più recenti, la Terra sorride con i fiori, e la Decadenza ride con i fiori. Ma l’insieme di foto che più mi ha divertito ed interessato è stata la serie Ricordi in America (Recollections in America). Nel 2006 acquista su ebay foto ricordo di famiglia, polaroid ed altri scatti, che documentano eventi familiari. Su queste immagini interviene modificando molti dettagli, non visibili ad un primo sguardo. Ad esempio le lattine di birra mostrano una strana etichetta: Bush Kills, oppure armi e bombe sparse su comò od inginocchiatoi, oppure piccoli cani allattati con una birra mentre i neonati giacciono abbondonati per terra;  oppure biberon riempiti di whisky; oppure vecchiette con T-Shirt su cui c’è scritto Drop Bush not Bombs; alle pareti solo foto di funghi atomici o di fieri soldati americani armati incorniciati come quadri antichi. Questo lieve ma ingombrante spaesamento testimonia la posizione di LaChapelle sull’amministrazione Bush ma è anche uno svelamento della società popolare americana i cui riflessi muscolari covano sotto l’apparenza della regolarità e della monotonia. Uno stile alla Duane Michals, ma una visione più politicamente indirizzata. Insomma ci avreste creduto? LaChapelle di Hotel LaChapelle, è uno degli autori più surrealisti del momento, un vero allievo di Magritte. Vi segnalo il suo sito (molto ricco e completo) in cui però manca la mia serie preferita, che potete vedere qui.

David LaChapelle: Recollections in America VI: Kahlua & Milk (C-Print; 2006)

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