Skip to content

Di cosa sono fatti i ricordi

by su 30/08/2011

Ricordi /1

un esempio del fotoritocco eseguito dai volontari del Project Tohoku del Photo Rescue Program (All hands Volunteers)

Di cosa sono fatti i ricordi ? sicuramente (anche) di foto. A volte la scomparsa delle proprie memorie affidate ad alcune immagini può essere quasi altrettanto doloroso della perdita di beni materiali. All’estero c’è chi ha pensato a questo aspetto dei disastri naturali (dove ovviamente il termine naturale non esclude le responsabilità dell’Uomo), che forse a noi sembrerebbe secondario o addirittura fuori posto. In Italia si pensa spesso al restauro solo nei confronti delle opere d’arte… qui invece stiamo parlando di foto ricordi, cioè memorie privata degli individui e delle famiglie. Anche nel nostro territorio abbiamo registrato tanti disastri naturali in cui sicuramente sono state perse o daneggiate tantissime foto “private” (album di matrimonio, pagelline della prima comunione ecc.) ma non ci risulta che siano state lanciate iniziative di volontarito dedicate al recupero di questo materiale. Segnalo quindi con piacere questa bella iniziativa di All Hands Volunteers che sta curando il restauro digitale delle stampe fotografiche presenti nelle case danneggiate dal terremoto dell’undici marzo in Giappone. Chiunque abbia esperienza di fotoritocco può contribuire (a titolo volontario) a questa iniziativa.

Ricordi/2

un esempio del fotoritocco eseguito dai volontari di Operation Photo Rescue

Mentre l’Associazione “All Hands Volunteers” è una associazione che, come dice il nome stesso, raccoglie tutte le competenze per creare squadre di volontari in ogni settore, c’è una associazione americana (OPR) che lavora esclusivamente nel campo del volontariato fotografico. Si occupa del restauro digitale di fotografie danneggiate nei vari disastri naturali (sopratutto negli USA). Il loro claim recita ” le assicurazioni non possono ridarvi i ricordi … noi sì”. Il principio è lo stesso; una rete di fotografi e fotoritoccatori assicura il restauro digitale di stampe fotografiche danneggiate (le stampe vengono raccolte da altri volontari e scansionate sul posto). A differenza dell’Associazione precedente (All Hands…), cui abbiamo scritto senza ottenere per il momento nessuna risposta, la OPR è molto trasparente nella selezione dei volontari, mettendo a disposizione di tutti alcuni files per testare le proprie capacità di restauro prima di proporsi.

Facciamo notare un elemento che accomuna i due progetti: si tratta comunque del restauro di esemplari analogici (stampe) che, anche se danneggiati, contengono comunque ancora informazioni utilizzabili  … nel caso di file digitali (per esempio contenuti in un hard disk danneggiato oppure un DVD spezzato) la stessa operazione non è possibile, il file è perso per sempre. I nostri ricordi più cari andrebbero dunque stampati (possibilmente a norma Archival) e conservati con cura … potrebbero durare più dei files digitali !

Ricordi/3

Torniamo in Italia … E’ stato appena pubblicato un nuovo libro del fotografo Tano D’Amico (Di cosa sono fatti i ricordi, tempo e luce di un fotografo di strada, Edizioni Postcart, 2011), da cui prendiamo il titolo di questo post.  Il libro raccoglie una serie di articoli scritti per il settimanale “Gli altri”. A questo proposito è comparsa ua bella intervista all’Autore (“Il tempo della vita” di Manuela De Leonardis , Il Manifesto, domenica 28/08/2011). Sono stato colpito da questa frase (che non condivido ma che segna una posizione molto forte) ” Nessuno dei fotografi dice che il bianco e nero è una conquista dell’umanità, perchè la mente mette a posto l’accozzaglia di colori che vediamo affaciandoci per la stada…” Un’altra bella osservazione è quella sulle foto che mostrano il contesto e non soltanto il fatto principale, a proposito degli studenti morti a Berkley (USA) durante le rivolte studentesche del 1964: “non erano (le foto che circolavano a mezzo ciclostile NDR) come le foto di Time o Life, in cui veniva fatto vedere il morto per terra, ma non il contesto. Lì vedevamo sia i morti che i ragazzi che si mettevano le mani nei capelli.” A volte è proprio questo che rende una foto più “vera” di un’altra … come diceva Avedon: All photos are accurate.  None of them is the truth (tutte le foto descrivono la realtà; nessuna di loro è la verità).

Mirafiori, 1980 - foto di Tano D'Amico

From → Articoli

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 716 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: